PACE FISCALE

Pace fiscale - D. L. n. 119/2019 in vigore in 24/10/2018

Gestione delle varie tipologie di definizioni agevolate

Pace fiscale (D. L. n. 119/2018) chi può accedervi e a quali condizioni

Pubblicato il 10 novembre 2018 

Con il D. L. 23 ottobre 2018, n. 119, in vigore dal 24/10/2018, il Governo ha introdotto la normativa sulla c.d. “Pace fiscale”, che prevede diverse modalità di definizione agevolata, ed in particolare:

  1. dei processivi verbali di constatazione (art. 1);
  2. degli atti del procedimento di accertamento (art. 2);
  3. dei carichi affidati all’agente della riscossione (art. 3);
  4. lo stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010 (art. 4);
  5. dei carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea (art. 5);
  6. delle liti tributarie (art. 6);
  7. la regolarizzazione con versamento volontario di periodi d’imposta precedenti, riguardante le associazioni sportive dilettantistiche (art. 7);
  8. delle imposte di consumo dovute ai sensi dell’art. 62-quater, commi 1 e 1-bis, del D. Lgs. 26/10/1985, n. 504 (art. 8);
  9. disposizioni in materia di dichiarazione integrativa speciale.

Si tratta di una forma di definizione agevolata delle pendenze tributarie alla data del 24/10/2018, in quanto è previsto il pagamento delle sole imposte e contributi INPS, con esclusione delle sanzioni, degli interessi e degli eventuali accessori, salvo le  dichiarazioni integrative speciali per le imprese commerciali e i per i professionisti, per i quali l’agevolazione consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva del 20% (sostitutiva dell’IRES, IRAP, IRPEF, Addizionali ragionali e comunali e dei contributi INPS) oltre l’IVA, mentre per le Associazioni sono previste modalità di definizioni diverse.

Per quanto riguarda le scadenze più immediate, l'Agenzia delle entrate ha chiarito i termini entro cui effettuare il versamento necessario per il perfezionamento della definizione agevolata, che sono diversi in base al tipo di atto. In particolare:

  • il 13 novembre 2018, scade il termine per il pagamento delle imposte e degli eventuali contributi INPS dovuti, nel caso di accertamento con adesione sottoscritto ma non perfezionato (con il pagamento della prima rata) alla data del 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del decreto);

 

  • il 23 novembre 2018, scadono i termini di pagamento delle imposte e degli eventuali contributi INPS dovuti, per i contribuenti che hanno ricevuto un invito al contraddittorio, per il quale l'istruttoria era ancora pendente al 24 ottobre 2018;

 

  • il 23 novembre 2018, scadono i termini di pagamento delle imposte e degli eventuali contributi INPS dovuti, per coloro che hanno ricevuto un avviso di accertamento, di rettifica o di liquidazione, un atto di recupero credito, non impugnati ed ancora impugnabile al 24 ottobre 2018, oppure, se più ampio, entro il termine che alla medesima data era pendente per l'eventuale impugnazione dell'atto oggetto di definizione.

Il versamento può essere effettuato in un'unica soluzione oppure in un massimo di venti rate trimestrali di pari importo; la prima rata dev'essere versata entro i predetti termini. Le rate successive alla prima devono essere versate entro l'ultimo giorno di ciascun trimestre. Sull'importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali calcolati dal giorno successivo al termine di versamento della prima rata.

Sono esclusi dalla definizione agevolata, gli inviti al contraddittorio, gli avvisi di accertamento e gli atti di adesione emessi nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria di cui all’articolo 5-quater del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167. La preclusione riguarda entrambe le edizioni della procedura e opera anche con riferimento agli eventuali atti emessi a seguito del mancato perfezionamento della stessa.

Non possono formare oggetto di questa definizione agevolata gli atti definiti con altre modalità oppure impugnati con ricorso, soggetto o meno al procedimento di mediazione, dopo il 24 ottobre 2018; le controversie tributarie pendenti al 24/10/2018 potranno essere definite in base alle disposizioni di cui all’articolo 6 del D. L. n. 119/2018.

Il contribuente che intende avvalersi delle definizioni agevolate non può proporre dalla data di entrata in vigore del decreto-legge altre istanze con esse incompatibili, come per esempio l’istanza di accertamento con adesione.

Modalità di versamento

Come chiarito dall'Agenzia delle entrate, il contribuente può versare il dovuto:

a)   in caso di invito al contraddittorio:

  • con modello F24, indicandovi i codici tributo relativi agli importi dei soli tributi ed eventuali contributi previsti per l’accertamento con adesione e reperibili sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it, il codice ufficio riportato nell’invito ricevuto, l’anno di riferimento e il codice atto 99999999107;

 

  • con modello F23, utilizzando i codici tributo e il codice ufficio riportati nell’invito ricevuto e nel campo 10. “Estremi dell’atto o del documento” i seguenti dati: campo “Anno” 2018, campo “Numero” 99999999107;

b)   in caso di accertamento con adesione, utilizzando i dati presenti nel fac-simile di F24 o F23 consegnato dall’ufficio al momento della sottoscrizione dell’atto, indicando i codici tributo relativi agli importi dei soli tributi ed eventuali contributi, nonché il codice atto o il numero di riferimento, il codice ufficio, e, solo per il modello F24, l’anno di riferimento, con la seguente precisazione: tenuto conto che nel predetto fac-simile le imposte oggetto di adesione sono indicate unitamente agli interessi, può essere richiesta assistenza all’ufficio col quale è stato sottoscritto l’accertamento con adesione per la determinazione delle somme dovute;

 

c)    in caso di avviso di accertamento, avviso di rettifica e di liquidazione, atto di recupero, utilizzando i dati presenti nel fac-simile di F24 o F23 allegato all’atto da definire, indicando i codici tributo relativi agli importi dei soli tributi ed eventuali contributi, il codice atto o il numero di riferimento, il codice ufficio e, solo per il modello F24, l’anno di riferimento.

I versamenti vanno fatti senza avvalersi della compensazione prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Per ciascun atto definito va utilizzato un distinto modello F24 o F23, secondo i casi. Entro 10 giorni dal versamento in unica soluzione o della prima rata, il contribuente consegna all’ufficio competente la quietanza dell’avvenuto pagamento.

Con il Provvedimento n. 298724 del 9 novembre 2018, in attuazione dell’art. 2 del D. L. 119/2018, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti sulle modalità di accesso alla definizione agevolata da parte delle società di persone, le quali possono presentare, per il maggior reddito accertato (nelle motivazioni si richiama l’IRPEF), istanza in carta libera entro il 23 novembre, per definire un accertamento che è privo di imposte (stessa facoltà riconosciuta ai contribuenti per gli accertamenti sulla minor perdita). Sembra che il socio, raggiunto dal proprio atto, possa decidere se definire, fruendo così dello stralcio di sanzioni e interessi.  

Il Provvedimento dell’Agenzia delle entrate n. 298724/2018 si presta a diverse censure, soprattutto perché tende a restringere l’ambito delle varie definizioni, in contrasto con la ratio legis, quindi è auspicabile che in fase di conversione in legge vengano recepite gli emendamenti che circolano in questi giorni.

In particolare, andrebbe eliminata l’incongruenza che consente la definizione agevolata degli avvisi di accertamento, ai fini IVA e IRAP, ricevuti da una società di persone entro il 24/10/2018, escludendo la stessa definizione degli avvisi di accertamento notificati di riflesso ai soci (ai fini IRPEF e Addizionali regionale e comunale) qualche giorno dopo tale data.